Earth Overshoot day
Riflessioni,  Sostenibilità

Notizia: siamo in debito

Earth Overshoot Day.
Sai che cosa sia? Questa lunga e complicata parola inglese indica il giorno nel quale l’umanità consuma interamente le risorse prodotte dal pianeta terra nell’intero anno.

In pratica si calcola quanto può produrre la terra per sostenere l’umanità che la abita nell’arco di un anno, e poi si cerca di capire se siamo riusciti a farci bastare queste risorse o se abbiamo continuato a sfruttare la terra anche oltre le sue capacità.

Come si calcola?

E’ il rapporto tra la biocapacità annuale del pianeta e l’impronta ecologica.

Per biocapacità si intende la capacità del nostro ecosistema di produrre le risorse necessarie a noi uomini per vivere, mangiare, produrre energia, assorbire i nostri gas inquinanti.

L’impronta ecologica è invece la quantità di superficie terrestre e acquatica biologicamente produttive che servono ad ognuno di noi per ottenere tutte le risorse che consumiamo e assorbire i rifiuti che produciamo.

Il risultato di questa operazione sarà la frazione dell’anno per la quale la le risorse generate riescono a provvedere al fabbisogno umano. Infine moltiplicando per 365 si ottiene la data del Earth Overshoot Day.

Se non sei molto pratico con la matematica, posso dirti che il risultato di tale operazione deve essere inferiore o uguale a 1, perché l’uomo utilizzi il 100% (o meno) delle risorse generate dal pianeta.

E il problema?

Il problema è che dal 1971 questo non accade. Da quell’anno in poi il risultato è sempre stato maggiore di 1. Cosa significa?

Significa che usiamo più del 100% delle risorse del pianeta: sfruttiamo terreni, suolo, foreste, riserve ittiche ed energetiche che gli ecosistemi non riescono a rinnovare facilmente, per soddisfare i nostri bisogni quotidiani.

In pratica (udite udite) avremmo bisogno di due pianeti per soddisfare le nostre richieste. E noi non ce li abbiamo due pianeti. A malapena ne abbiamo uno e non sappiamo ancora come prendercene cura.

Diagramma di quando cade l'Earth Overshoot Day dal 1971 ad oggi. Fonte: Global Footprint Network

29 luglio:

Questa è la data nella quale abbiamo terminato le risorse terrestri nel 2019.
Nel 1973 era il 27 dicembre.

Questo significa che la nostra terra, che ci ospita come fossimo suoi figli, è sfinita, sfruttata, affaticata: non riesce più a respirare bene, non ha il tempo di riposarsi, non riesce più a produrre in maniera naturale.

Le stagioni per l’uomo non esistono più: vogliamo le fragole a gennaio, le zucchine tutto l’anno, la carne sempre disponibile nei supermercati, i cibi precotti, o gli alimenti esotici che provengono dall’altra parte del mondo. Vogliamo più campi coltivati per nutrire gli animali degli allevamenti e meno foreste, vogliamo più auto per muoverci velocemente e meno biciclette, vogliamo più benessere senza fatica.

Si calcola che nel 2050 l’uomo avrà bisogno del doppio di quanto la terra riesca a produrre.

Cosa possiamo fare?

Cambiare.

Dobbiamo cambiare, cambiare radicalmente e cambiare adesso.

Si parla di cambiamenti climatici ormai da tanto tempo, grazie anche alla tanto discussa Greta, e nessuno può ormai dirsi inconsapevole di ciò che sta accadendo nel mondo. Dobbiamo cambiare tutti e sai perché?

Proprio per il fatto che la nostra singola azione non potrà cambiare il pianeta, è importante unirci nel cambiamento, essere in tanti, allearci perché questa madre terra tanto sfruttata non muoia sotto il nostro peso.

  • Cambia la tua alimentazione: meno carne (molta meno carne), prediligi verdure di stagione e prodotti locali;
  • Prova ad usare la macchina un po’ meno: auto di gruppo, mezzi pubblici, bicicletta, una bella passeggiata. Le soluzioni ci sono!
  • Sostieni chi produce in maniera solidale: i tuoi vestiti, gli articoli per la casa, gli accessori, i giochi, la teconologia. Cerca chi produce rispettando l’ambiente e sostienilo con i tuoi acquisti.
  • Evita gli allevamenti intensivi: le crudeltà di questi luoghi sono state più volte documentate, talmente atroci da risultare inguardabili. Questi posti devono chiudere. Gli allevamenti sono tra le maggiori cause della crisi climatica attuale.
  • Pianta alberi: i polmoni del mondo sono stati messi a dura prova negli ultimi anni, c’è bisogno dell’aiuto di tutti per tornare a respirare.
  • Compra meno, compra meglio. Non abbiamo bisogno di tutte le cose che possediamo, e lo sappiamo. Educhiamo noi stessi.
  • Segui le 4 R: Ricicla, Riduci, Riusa, Recupera.

La lista potrebbe allungarsi ancora e diventare più dettagliata, ma mi sono limitata ad elencarti quelli che sono i punti principali.

Per me scoprire che riusciamo a terminare le risorse della terra a metà dell’anno è stato uno shock. Come è possibile, mi sono detta, che esista un calcolo del genere e che nessuno si sia messo in moto per riportare il risultato nella direzione giusta?

Fa male rendersi conto di essere stati superficiali. Io stessa qualche anno fa mi sono riscoperta così: compravo senza pensare, gettavo via oggetti quasi nuovi, riempivo la casa di inutilità, non facevo caso alla provenienza di ciò che mettevo in tavola. Ma quando ho realizzato quello che stavo facendo, non mi sono di certo flagellata, anzi!

Mi sono rimboccata le maniche e ho pensato che volevo vivere il resto della mia vita facendo la mia parte, non solo nel privato, ma anche con la mia famiglia e le persone che mi stavano intorno.

Ho insegnato ai miei come riciclare correttamente e ad usare bottiglie di vetro al posto di quelle di plastica. Ho insegnato ai miei colleghi come riciclare correttamente la carta, ai miei amici a chiedere il cono gelato senza paletta di plastica o il bicchiere dell’aperitivo senza cannuccia. Ho insegnato alle mie sorelle ad evitare Zara o H&M e a mia cognata la bellezza degli abiti di seconda mano.

Faccio la mia parte, nel mio piccolo, ogni giorno, cercando di migliorarmi e correggermi, imparando, documentandomi.

Insieme possiamo far abbassare quel numero e tornare al fatidico 1 nell’arco di qualche anno.

Ci proviamo?

Vivo in campagna, scrivo, faccio yoga e cerco di vivere le mie giornate apprezzandone ogni dettaglio. Ho un marito amorevole, un bassotto che sbaciucchierei tutto il giorno, e sono da poco diventata mamma di una bambina nata lontana da me. Amo leggere, soprattutto all'aperto o davanti al camino acceso, e cerco di condurre una vita sostenibile, rispettando la terra che mi accoglie. E condivido su internet ciò che rende la mia vita tanto ricca.

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