Propositi sostenibili
Sostenibilità,  Tips

5 buoni propositi… sostenibili!

Gennaio è il mese dei buoni propositi. Probabilmente gli unici altri due momenti dell’anno in cui i buoni propositi vengono tirati fuori dal cassetto sono il nostro compleanno e settembre, una volta concluse le vacanze estive.

Bene, gennaio non è ancora finito quindi direi che siamo ancora in tempo per decidere di migliorare e rendere i prossimi mesi del 2021 un po’ più rispettosi dell’ambiente.

Ho pensato a 5 buone abitudini che potresti introdurre nella tua quotidianità. Non preoccuparti, queste abitudini sono:

  • Semplici: non ti chiederò di essere in grado di racchiudere tutti i rifiuti del mese in un barattolo!
  • Salutari: ne ricaverai un beneficio diretto, in modo da non vivere queste abitudini solo come una piccola goccia nel mare che darà i suoi frutti tra decenni, ma come qualcosa che migliora la tua vita oggi, adesso.
  • Economici: non dovrai acquistare niente di nuovo, e soprattutto niente di costoso (come a volte sono i prodotti sostenibili).

Spero che con questa premessa tu sia pronto/a ad iniziare un percorso di miglioramento che non potrà che evolversi e approfondirsi nel tempo, e ne trarrai grande soddisfazione, te lo garantisco.

1. Evita la plastica (per quanto possibile) quando fai la spesa:

Può sembrare impossibile, e in effetti lo è. Nonostante mi impegni molto, non riesco ancora a fare una spesa completamente plastic-free, quindi posso immaginare che per chi è agli esordi di questo percorso, sia ancora più complicato. Eppure esistono piccoli cambiamenti che puoi apportare alla tua spesa per ridurre sensibilmente il consumo di plastica. Ti lascio alcuni suggerimenti:

  • Acquista frutta e verdura sempre sfusa. Nei supermercati circa la metà di questi prodotti sono avvolti nella plastica, ma tu evita anche solo di guardarli e acquista tutto sfuso. Se poi deciderai di rifornirti di frutta e verdura solo al mercato, tanto meglio!
  • Scegli pasta che sia contenuta in sacchetti di carta (meglio ancora se di grano italiano). Ormai le varie marche di pasta si stanno adeguando e non è più così complicato trovare pacchi di carta. E ricorda, non esiste solo la Barilla!
  • Dei vari alimenti, cerca l’alternativa senza plastica. Le ditte si stanno muovendo, e se non l’hanno fatto, lo faranno proprio grazie alle scelte di ogni singolo consumatore. Frutta secca in sacchetti di carta, gelato in vaschette biodegradabili, surgelati in sacchi compostabili. Guarda bene, e scoprirai meraviglie!
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2. Fai la raccolta differenziata:

Ma falla bene!! Questo non significa che se non sai dove gettare qualcosa, puoi buttarla nel sacchetto della plastica pensando “ci penseranno loro a smistarla, se non dovesse andare bene”. Purtroppo non è sempre così, molto spesso se i rifiuti da riciclare sono troppo “contaminati”, vengono gettati direttamente nell’indifferenziato.

Oggi abbiamo un’arma micidiale, che si chiama Internet. Basta dare un’occhiata lì per capire esattamente dove vada gettato ogni singolo rifiuto. Per esempio: sapevi che gli scontrini non vanno buttati nella carta, ma nell’indifferenziato?

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3. Usa app che vendono abiti usati:

Sì! Parliamo di moda, di sostenibilità e… di bassi costi!

Ragazzi, per me questa è stata la rivoluzione: le app di abiti usati mi hanno permesso di scovare delle piccole perle, indumenti in ottimo stato, di qualità (lana, seta e così via), anche di marca ad un prezzo ridicolo.

Io uso principalmente Depop, ma esiste anche Armadio Verde, Vinted e tanti altri! Da quando ho fatto conoscere queste app ai miei familiari, i loro armadi hanno iniziato ad accogliere abiti di seconda mano che magari non si sarebbero potuti permettere altrimenti. Addirittura quest’anno tra i regali di Natale delle nostre famiglie ci sono stati moltissimi abiti acquistati proprio su Depop!

Gli abiti di seconda mano, o vintage, se vogliamo essere più chic, sono ancora più sostenibili di quelli realizzati da ditte che lavorano rispettando l’ambiente e i lavoratori, semplicemente perché non immettono nuova merce sul mercato (merce che un giorno verrà inevitabilmente gettata), ma danno nuova vita a qualcosa che esisteva già.

Quindi: fai bene all’ambiente, alle tue tasche e alla persona che ti ha venduto il vestito, visto che si è disfatto di qualcosa che non usava più. Meglio di così, si muore!

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4. Diminuisci il consumo di carne:

No, tranquillo/a, non ti sto chiedendo di diventare vegetariana o vegana. Non è necessario che tutti smettiamo di mangiare la carne per far del bene all’ambiente. Il passo che possiamo fare è più semplice e più immediato, ma con un effetto da non sottovalutare.

Che gli allevamenti, soprattutto quelli intensivi, sono una tra le maggiori cause di inquinamento del mondo, lo sappiamo. Internet è pieno di informazioni su questo argomento, ve ne lascio giusto un paio:

  • Gli animali producono emissioni gas effetto serra: più sono gli animali, più sarà grande questo impatto.
  • Larghissime zone del mondo vengono disboscate per fare spazio alle coltivazioni che dovranno nutrire quegli animali. Meno alberi, meno ossigeno.

Ti lascio un articolo molto interessante di Greenpeace proprio su questo argomento. Lo trovi cliccando QUI.

Ti lascio anche un video realizzato da Carlotta del canale “Cucina Botanica” che mi ha davvero aperto la mente sulla reale utilità della carne nella nostra dieta. Lo trovi cliccando QUI.

Insomma, ridurre il consumo di carne non sarà poi così complicato, soprattutto adesso che abbiamo tutte queste nuove informazioni. Io ad esempio al momento mangio carne solo una volta a settimana, anche se mi piacerebbe diventare completamente vegetariana. So che però questa scelta non è così semplice, quindi anche modificare leggermente le tue abitudini può essere un passo semplice, ma di grande impatto. Non puoi immaginare quanti piatti succulenti senza carne esistano, tutti da scoprire!

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5. Scegli un brand di fast fashion, e boicottalo:

Quando si parla di fast fashion, si intendono tutte quelle catene di abiti a basso costo, cuciti da persone sottopagate in qualche paese povero del mondo, destinati a durare poco e fatti di materiali inquinanti. Parliamo di H&M, Zara, Stradivarius e così via.

Non starò qui a parlare del fatto che anche le linee cosiddette “green” di questi brand siano in realtà degli specchietti per le allodole. Rispondo solo al fatto che spesso le persone mi dicono di non riuscire a smettere completamente di acquistare da queste catene. La tentazione è forte, i prezzi sono bassi, difficile resistere.

Ecco perché ti suggerisco qualcosa di più semplice: scegline uno, magari proprio quello che ti trovi di fronte ogni giorno quando torni a casa da scuola o dal lavoro e che ti tenta di più. e smetti di comprare lì. Quando passi davanti alla vetrina non guardare, non entrare neppure per “dare un’occhiata”, affretta il passo.

Ti accorgerai che ogni giorno diventerà più semplice, e soprattutto che puoi tranquillamente fare a meno di quel vestito a 9,90€ che forse metterai una volta, o quel maglione tanto carino che si infeltrisce senza averlo neppure mai messo in lavatrice.

Ricorda: nessuno è perfetto. Se ti capiterà di ricadere nella tentazione, non farne un dramma. L’importante è l’intenzione, l’impegno e la consapevolezza.

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Credi di potercela fare? Secondo me sì.

Vivo in campagna, scrivo, faccio yoga e cerco di vivere le mie giornate apprezzandone ogni dettaglio. Ho un marito amorevole, un bassotto che sbaciucchierei tutto il giorno, e sono da poco diventata mamma di una bambina nata lontana da me. Amo leggere, soprattutto all'aperto o davanti al camino acceso, e cerco di condurre una vita sostenibile, rispettando la terra che mi accoglie. E condivido su internet ciò che rende la mia vita tanto ricca.

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